domenica 31 agosto 2014

L'altro lato di Mykonos: la tranquillità.

Ci sono mete che vengono etichettate in un certo modo e finchè non si vede con i propri occhi non si riesce nemmeno ad immaginare che possano essere diverse da come l'immaginario comune le dipinge.
Io sono partita per Mykonos pensando di andare incontro solamente alla movida 24 ore su 24 e devo dire che, anche se il divertimento non mi dispiace, ero un pò preoccupata e invece ho trovato un ambiente meraviglioso.
Logicamente una delle mete del divertimento per eccellenza non delude assolutamente sotto questo aspetto, ma l'isola riserva anche tanto altro.
Avendo già spiegato nell'altro articolo il alto festoso di questa isola greca, qui voglio parlarvi dell'altra parte, quella che ho apprezzato maggiormente, forse perchè inaspettata.
Mykonos è abbastanza piccola, quindi il noleggio di uno scooter è più che sufficiente per andare alla scoperta dei luoghi più segreti.
La cosa che mi ha stupito maggiormente è stato il centro, un vero gioiellino tenuto perfettamente, tutto pulito, tutto al proprio posto. Tutti gli edifici sono bianchi, si differenziano solamente per il colore delle imposte e delle porte che può variare dal rosso, al blu e al verde, tutti colori molto accesi, così da far risaltare maggiormente il bianco dell'edificio.


Il momento migliore per visitarlo secondo me va dall'ora del tramonto in poi, quando i giovani sono ancora in spiaggia a fare festa o rientrano piano piano nei propri appartamenti, in centro si apre un mondo nuovo costituito da famiglie, coppie e anche gente un pò più grande che si riversa in questo meraviglioso reticolato di viuzze alla ricerca di qualche souvenir o di qualche acquisto tipico, oppure inizia a selezionare il ristorante o la taverna migliore in cui cenare.
La parte più suggestiva sicuramente è la zona della Piccola Venezia, edifici costruiti proprio sul mare, sfruttati oggi maggiormente come locali e bar in cui è perfetto gustarsi un aperitivo davanti al meraviglioso spettacolo naturale del sole che cala piano piano fino a sparire sott'acqua, non prima però di aver illuminato di giallo e arancio i pochi mulini a vento rimasti a ricordare un'epoca passata.


La gente del posto è di una cordialità infinita e la bontà del cibo non è affatto descrivibile: pesce in tutte le salse, insalate greche, feta, moussaka, pita... una goduria per il palato.
Le spiagge più tranquille si trovano nella costa orientale, leggermente più difficile da raggiungere e nella costa meridionale.
Per chi non cerca solo il mare, è consigliato esplorare anche l'interno con la sua atmosfera agreste tranquilla, distese di verde intervallate da muretti a secco e da piccole chiese: c'è chi dice che vi siano tante chiese quanti sono i giorni dell'anno e questo dovrebbe far capire la devozione degli abitanti.
L'isola è un'ottima destinazione anche per gli appassionati di archeologia e di mitologia e per gli amanti di sport acquatici e non solo, è stata infatti ribattezzata "l'isola dei venti"; ideale per il kyte e il windsurf. La Mecca del surf è senza dubbio la spiaggia di Ftelia, eternamente battuta dal vento estivo che spira da nord ( nella costa settentrionale).
La maggior parte delle spiagge è attrezzata e il costo per un ombrellone e due lettini per l'intera giornata è abbastanza ragionevole; fra le spiagge più tranquille nella parte meridionale ci sono Elia ed Agrari.
Se vi inoltrate nella parte orientale dell'isola non potete perdervi la spiaggia di Fokos ( non attrezzata) remota e non presente in tutte le mappe, ma veramente eccezionale. Qui c'è solo una taverna, con tutti i tavoli rivolti verso il mare che prepara una selezione di piatti eccezionale... se ci andate al mattino fermatevi poi per pranzo, ne vale davvero la pena.
A grandi linee questo è l'altra faccia della medaglia o meglio dell'isola di Mykonos, quindi non fatevi ingannare dalla reputazione che ha l'isola.... qui si trova di tutto, dal divertimento 24 ore su 24 alla pace e alla tranquillità assoluta.
Al prossimo viaggio,
viaggiatrice seriale.

sabato 30 agosto 2014

Perdersi in un labirinto di mais

Ehi ehi ehi, ieri sono stata in un luogo particolare, fuori dal comune e devo assolutamente parlarvene in quanto è possibile visitarlo solo fino a settembre.
Non si tratta di un viaggio e nemmeno di un weekend, ma di una serata o di un pomeriggio per chi vive in zona o può rappresentare la scusa per una visita alla città un pò più lunga.
Avete voglia di perdervi?! Allora venite con me al labirinto di mais a Senigallia.
Si tratta di un vero e proprio labirinto realizzato in un campo di mais di circa 4 ettari ( se non ricordo male), che riproduce il perimetro pentagonale delle mura roveresche di Senigallia.
Avete tutto il tempo che volete per percorrerlo senza fretta, abbandonandovi al piacere di perdersi e poi ritrovarsi.
Inizialmente le piante di mais non sono molto alte, ma appena vi addentrerete maggiormente arriveranno anche a 3 metri d'altezza, così da farvi perdere completamente l'orientamento.
Durante le giornate di apertura vengono poi realizzati degli eventi speciali, serate a tema,labirinti di paura, ovvero un'imperdibile serata da incubo con animazione horror lungo i percorsi del labirinto di mais.


In effetti non vi avevo ancora detto che è possibile fare la visita anche in notturna in quanto gli orari di apertura sono dalle 18:00 alle 23:00 tutti i giorni tranne il lunedì e il martedì.
Io e i miei amici per non farci mancare nulla siamo entrati con la luce e siamo usciti che era buio, così da provare il percorso in differenti condizioni.
Se decidete di farlo in serata ricordatevi di portarvi almeno una torcia, per il resto non si richiede nulla di particolare, tranne logicamente un abbigliamento comodo e magari una bottiglietta d'acqua.
Raggiungerlo è molto facile, si trova vicino al casello autostradale e anche vicino al centro di Senigallia...che potete visitare prima o dopo aver fatto il labirinto di mais.
Senigallia è una città molto viva, soprattutto nella parte del lungomare, ma anche il centro storico è molto carino e ospita spesso eventi e manifestazioni particolari.
Non mi resta che augurarvi di perdervi e poi ritrovarvi nel bellissimo labirinto....un'idea per trascorrere una serata diversa, ma sbrigatevi, non avete ancora  troppo tempo a disposizione.
Alla prossima,
Viaggiatrice seriale.

PS: il costo del biglietto d'entrata è di 5 euro e all'ingresso vi verrà consegnata una piantina del labirinto, da utilizzare nel caso in cui non ritroviate l'uscita.
PPS: per ulteriori informazioni potete consultare il sito.

venerdì 29 agosto 2014

Cosa vedere a Nizza in poche ore

A volte capita di ritrovarsi in una città per qualche ora, per uno scalo aereo o per una coincidenza di un treno e allora perchè non sfruttare l'occasione per visitare qualcosa di nuovo?!
Spesso programmo le mie visite e mi documento per tempo, altre volte invece seguo il detto "vai dove ti porta il cuore"; giro senza meta ma con la speranza di scorgere angoli suggestivi e di "rubare" immagini di vita quotidiana.
Bene, questo è stato il mio approccio nei confronti di Nizza.
Venivo in treno da Cannes e poi avrei dovuto prendere una coincidenza per tornare a casa, così mi sono ritrovata con tre ore a disposizione e sono partita alla scoperta della città.
Eravamo solo io e la mia valigia.
Inevitabilmente la prima cosa degna di nota è la stazione, la Gare de Nice Ville dalla quale si accede direttamente in centro, che con i suoi 7 binari coperti da una volta in vetro e ferro è una delle principali stazioni della tratta Marsiglia-Ventimiglia ed è anche un belvedere per gli occhi.


Il centro è come appena detto subito fuori dalla stazione, quindi ci si trova a passeggiare in una lunga via pedonale fiancheggiata da negozi e da catene conosciute, quindi se avete voglia di fare shopping l'occasione non manca.
Al termine della via si giunge alla Place Massena o anche detto il salotto buono di Nizza, caratterizzata da edifici sul rosso, ma la vera attrazione è la Promenade du Paillon.
Dalla piazza infatti si giunge  a questa nuovissima passeggiata ,o meglio un parco urbano di oltre un km che ha preso il posto del letto del fiume Paillon che un tempo divideva la città in due.L'area verde offre zone di  ristoro e riposo, zone ombreggiate, giochi per bambini e - molto apprezzati nelle calde giornate estive -vaporizzatori e giochi d'acqua, dove i più piccini si divertono ininterrottamente. Di fronte a questo polmone verde nel centro della città sorge anche l'ufficio turistico.


Proseguendo la mia passeggiata mi sono inoltrata fra i bellissimi edifici e mi sono poi ritrovata letteralmente all'interno di un mercatino dell'antiquariato: bancarelle e bancarelle di espositori che vendevano oggetti provenienti dal più recente al più lontano passato.
Devo dire che di questi mercatini se ne trovano più o meno ovunque, ma in quel momento l'atmosfera era particolare, ho provato proprio una bella sensazione.
Poco dopo mi sono accorta che la via che stavo percorrendo era proprio la parallela al lungo mare, così in un baleno mi sono ritrovata davanti ai miei occhi una distesa blu: il meraviglioso mare della Costa Azzurra.
Ho così proseguito la mia passeggiata nella famosissima Promenade des Anglais, o semplicemente il lungomare di Nizza; da una parte si può ammirare il mare con le sue sfumature blu e dall'altra meravigliosi palazzi come il Casinò e l'Hotel Negresco. La promenade è molto spaziosa e oltre al percorso pedonale prevede anche una pista ciclabile, sicuramente molto efficiente, ma io personalmente preferisco le passeggiate più piccine, dove magari gli edifici si affacciano direttamente sul mare e non sulla strada.
Ho percorso ancora un pò di strada e sono arrivata di fronte al punto di accesso per salire sulla collina del castello, ma essendo in compagnia della mia valigia ho abbandonato l'idea......ma dall'alto si può avere un'ottima visuale di tutta la città e del lungomare; se non sbaglio poi è presente anche un ascensore (per i più pigri) per salire.


Arrivata a questo punto il tempo a mia disposizione stava passando velocemente, così ho fatto marcia indietro e ho percorso ancora la promenade così da poter anche ammirare delle ragazze che stavano facendo una partita di beach volley e i vari bagnanti che si gustavano le fresche acque del mare; ho fatto una pausa e mi sono concessa un'ottima crepe, seduta sulle tipiche sedie azzurre rivolte verso il mare.
Dopo la breve sosta mi sono diretta alla stazione e dopo poco ho ripreso il mio viaggio verso casa.
Questa città della Costa Azzurra offre sicuramente tante altre bellezze, ma io sono stata molto soddisfatta del mio itinerario, infondo non era prevista  questa tappa nel mio viaggio,ma  io ho visto comunque qualcosa di nuovo per i miei occhi...... è sempre opportuno e conveniente sfruttare ogni possibilità che ci viene concessa per vedere cose che non conosciamo.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

lunedì 11 agosto 2014

Provenza: la terra dei colori

Buongiorno viaggiatori, avete mai sentito parlare della terra dei colori??!! Andiamo due giorni in Provenza!!!
Sentendo la parola "Provenza", non so a voi, ma a me è sempre venuta in mente la lavanda, il suo colore e il suo profumo... questa terra infatti è la patria di questa pianta che raggiunge il suo massimo splendore da Giugno fino ai primi di Agosto. Il tour che vi propongo non è totalmente incentrato su questa, ma cerca di toccare con mano (o meglio con occhi) più paesi possibili.
La prima tappa del primo giorno è un luogo meraviglioso, il lago di Saint- Croix, percorribile e attraversabile con delle canoe o dei pedalò a noleggio. Si tratta di un paesaggio magnifico, da una parte il lago si estende per tutta la sua grandezza e le calme acque assumono il solito colore blu specchio, dall'altra parte si vede il fiume Verdon che si getta nel lago, solcando una gola di pareti calcaree, dove regna sovrana una folta vegetazione verde che rispecchiandosi nell'acqua rende il suo colore azzurro/verde. Con il pedalò potrete risalire parte del fiume o se preferite potete fermarvi sotto una piccola cascata o "gettare l'ancora" e dedicarvi ai tuffi. Nel mio caso questa meta faceva parte di un percorso, ma ci si può trascorrere tranquillamente un'intera giornata.

Lago di Saint- Croix

Risalite in macchina dopo pochi km abbiamo raggiunto un paesino bellissimo, che rientra fra i più belli di Francia: Moustiers-Sainte-Marie.
La bellezza sta proprio nelle vie e nelle costruzioni del paese; se siete allenati raggiungete la chiesa che dall'alto domina tutto il paesaggio. La leggenda racconta che il cavaliere Blacas, per ringraziare la Vergine di essere tornato sano e salvo dalle crociate, fece issare una stella appesa fra le due pareti di roccia con una catena. E ancora oggi la stella veglia sulle teste degli abitanti scintillando al sole del tramonto.
Riprendendo la macchina dovete assolutamente percorrere la piana di Valensole: transiterete su strade fiancheggiate da campi di lavanda e la sensazione è meravigliosa, indescrivibile. Almeno in uno di essi scendete e scattate delle foto immersi nel "mare viola"! :-)
Durante i mesi che vanno da Giugno ad Agosto, le varie località celebrano delle feste proprio legate alla lavanda, di solito nei weekend, controllate se nei giorni in cui vi trovate lì ce ne sono perchè vale davvero la pena; sono festeggiamenti legati alla raccolta e alla lavorazione di questa pianta, parecchio sentiti dalla popolazione e molto molto carini.

Campo di lavanda

Per quanto riguarda il pernottamento io vi consiglio di dormire in dei B&B o in  delle chambres d'hotes (formula molto utilizzata in Francia) e non in hotel in quanto i primi sono molto più accoglienti e di solito collocati in ottime posizioni.
E' arrivata anche per noi l'ora di pernottare in una bellissima chambres d'hotes e ricaricare le batterie! :-)
Il giorno successivo la nostra prima tappa è stata in un luogo meraviglioso, a Roussillon. Anche per chi non parla francese, si capisce bene che la parola richiama qualcosa di rosso, si tratta infatti di un borgo che deve la sua fama agli estesi giacimenti di ocra che lo circondano.
Il borgo è davvero caratteristico in quanto tutti gli edifici sono sulle tonalità dell'ocra, ma la vera attrazione è " Il Viale dei giganti", un sentiero attrezzato scavato nella stessa ocra che permette si ammirare in tutto il suo splendore questo strano paesaggio; sembra quasi di trovarsi nel Grand Canyon ed è possibile scegliere fra il percorso breve o quello lungo per poter ammirare le enormi rocce che a seconda dell'ora del giorno e della posizione del sole assumono colori che vanno dal giallo all'arancione fino al rosso scuro. Questa è una tappa che non potete assolutamente perdere.

Terre rosse nel parco di Russillon

Pochissimi km in macchina e abbiamo raggiunto Gordes, un villaggio arroccato su uno sperone di roccia, famoso per il film  che vi è stato girato: "Un'ottima annata". Prima di raggiungere il centro infatti, si possono ammirare enormi vigneti che prendono il posto dei campi di lavanda visti in precedenza.
Abbiamo pranzato in uno dei tanti localini e poi ci siamo "perse" per le viuzze "sali e scendi" che nascondono degli angoli davvero suggestivi, fino ad arrivare ad un belvedere da dove ammirare il panorama sul Luberon.
Un luogo davvero affascinante e visitato da ogni persona che si reca in zona, facente parte sempre del paese di Gordes e distante solo pochi km è l'abbazia di Senanque, essa è la tipica immagine da cartolina raffigurante la Provenza.
Immaginatevi di percorrere una strada a senso unico e poco dopo di vedervi davanti agli occhi un'enorme abbazia cistercense completamente circondata da campi di lavanda, solo viola tutt'intorno: una vera meraviglia!
Essa è visitabile pagando un biglietto di ingresso, ma dal mio punto di vista l'inestimabile bellezza è all'esterno.
La nostra visita della Provenza ha fatto poi tappa a L'Isle sur la Sorgue, una cittadina che prende il nome dal fiume Sorga e che è percorsa da diversi canali punteggiati da antiche ruote idrauliche in legno ricoperte di muschio. E' uno dei villaggi più affascinanti della Provenza più autentica con le persiane colorate circondate dall'edera, terrazze sull'acqua e mercatini dell'antiquariato. La prima domenica di agosto poi si tiene il mercato provenzale ( che si svolge comunque tutte le domeniche dalle 8:00 alle 14:00) sull'acqua, in cui i prodotti locali vengono trasportati e venduti su barche a fondo piatto simili alle gondole. Qui si respira veramente l'atmosfera provenzale, e nelle calde giornate troverete decine di persone sedute sul bordo del fiume che immergono i piedi in acqua per rinfrescarsi un pò.



L'ultima tappa della giornata e dell'intero tour è stata a pochi km di distanza, a Fontaine de Vaucluse. Questo comune ha poco più di 500 abitanti e si sviluppa intorno ad una sorgente situata a pochi minuti a piedi dalla piazza centrale. La leggenda narra che un menestrello di nome Basilio si addormentò lungo il suo cammino e fu svegliato da una ninfea che aprì il letto del fiume in due e portò con se, all'interno della grotta il musicista, dove vi erano 7 diamanti, li alzò uno ad uno e sotto l'ultimo si nascondeva la sorgente del fiume. La camminata è molto piacevole, fiancheggia il letto del fiume e arriva fino alla grotta situata sotto imponenti pareti rocciose, il tutto arricchito da una bellissima vegetazione.
In questa cittadina soggiornò per diverso tempo Francesco Petrarca e sembra che i suoi versi per Laura  " Le chiare fresche e dolci acque" siano stati ispirati proprio da questo paesaggio, a lui è stato dedicato un museo.
Purtroppo il nostro tempo a disposizione è finito e così siamo ripartite alla volta di casa veramente soddisfatte del weekend appena trascorso: la Provenza è una terra magica, tutto quello che avevo letto prima di partire era assolutamente vero, l'atmosfera che si respira è unica e soprattutto a distanza di pochi km i paesaggi cambiano nettamente: lago, campi di lavanda, canyon, abbazia, canali e paesini tipici, ma credo che offra anche tantissimo altro... lo scoprirò la prossima volta.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.