lunedì 30 dicembre 2013

Un sogno chiamato Eleuthera

Tutti abbiamo desiderato visitare almeno una volta nella vita un'isola paradisiaca dove sentirsi quasi come Robinson Crusoe disperso in un'isola deserta, o comunque visitare il soggetto delle famose immagini del desktop con palme ed acqua cristallina: bene, è il momento di partire per Eleuthera.
Eleuthera è un'isola delle Bahamas, lunga circa 150 km e larga circa 4 km, percorsa da nord a sud da un'unica strada, dove si guida nella carreggiata di sinistra anche se il volante nelle auto è comunque a sinistra come da noi. L'aeroporto di partenza maggiormente utilizzato per giungere in questo paradiso è quello di Miami proprio a causa della sua vicinanza, ma credo che ci siano voli diretti anche da Londra.
Lo spettacolo inizia ancor prima di mettere i piedi a terra, infatti poco prima dell'atterraggio dai finestrini dell'aereo si può ammirare il mare cristallino intervallato da lembi di terra.
Non aspettatevi un aeroporto comune, o meglio è comune, ma la sua grandezza è pari a due stanze messe insieme; appena uscite da qui, se avete optato per una vacanza all'insegna dell'avventura chiedete subito di poter noleggiare un'auto ( non troverete i soliti desk con le compagnie di noleggio, ma ve le daranno direttamente i locali), in caso contrario invece, se avete prenotato in uno dei (pochi) resort e extra lusso ci sarà già ad attendervi il pulmino per accompagnarvi a destinazione.
Devo ammettere che il costo del noleggio è alto, ma non c'è altro modo per poter esplorare l'isola....e cercate di farvi dare un fuoristrada, ne avrete bisogno.
La particolarità dell'isola è quella di non essere turistica, quindi se il vostro intento è quello di essere serviti e riveriti avete sbagliato destinazione, qui le spiagge non sono attrezzate e non ci sono nemmeno bar nei paraggi; dovete procurarvi bibite e pranzo al sacco in uno dei negozietti ( che vendono di tutto) sulla strada principale.
Essendo poco turistica anche la scelta per il pernottamento è limitata, io opterei per un appartamento o un B&B.



Accettano dollari americani ma poi vi daranno come resto i dollari delle Bahamas, ricordatevi di spenderli sull'isola mi raccomando.
L'attività principale per un turista è il dolce far niente: crogiolarsi al sole e fare bagni in un'acqua pazzesca.
Le spiagge non sono segnalate ottimamente, quindi dovrete chiedere informazioni strada facendo ai locali che dire che sono gentilissimi non basta ( non ho mai incontrato persone più disponibili). Per chi non si accontenta di una semplice abbronzatura c'è la possibilità di fare immersioni su vari relitti o fare shopping nelle eleganti boutique e nei bistrò di Harbour Island. Questa parte è senza dubbio quella più turistica e più chic, dove è possibile incontrare anche qualche celebrità, ma si tratta di un'ulteriore isoletta davanti a quella principale.
Il lato orientale di Eleuthera si affaccia sull'Oceano Atlantico mentre il alto ovest si affaccia sul mar dei Caraibi, quindi se per caso una delle due coste dovesse essere troppo ventosa, in un baleno sarete sull'altro versante.

Rainbow Beach

La capitale è Governor's Harbour ed è fondamentalmente la cittadina più rifornita e si trova indicativamente a metà dell'isola.
Lungo la strada principale i paesini si susseguono uno all'altro, ma se vi spostate di notte dovete stare molto attenti perchè non c'è traccia di illuminazione ( lampioni della luce).
Passiamo quindi all'argomento principale: le spiagge.
Ten Bay Beach si trova a metà isola a sud di Palmeto Point ed è caratterizzata da fondali bassi e palme che riparano dal sole.
Scendendo ulteriormente fermatevi a Winding Bay: eccezionale. Ha una forma a C che la protegge dalla violenza dell'oceano, per cui troverete mare con acqua calmissima e tante mangrovie.

Winding Bay
Se siete dei veri avventurieri arrivate fino al punto più a sud dell'isola dove si trova Lighthouse Beach, una grande spiaggia ai piedi di una collina sormontata da un faro in disuso. La sabbia tende al rosa e sullo sfondo troverete bianche scogliere e una fitta foresta. Se ne avete voglia arrampicatevi sulla collina, così da avere una visuale sulla lunga spiaggia.



Vi devo avvertire però che per raggiungere questo posto paradisiaco dovrete percorrere un tortuoso tragitto in auto di circa 5 km su una strada piena di buche e solchi, ma ne vale sicuramente la pena.

Lighthouse Beach
Anche in questa spiaggia, come nelle precedenti io non ho incontrato nessuno e qui a maggior ragione vi sembrerà di essere completamente fuori dal mondo; secondo me questa sensazione di pace e tranquillità è un ulteriore valore aggiunto alla bellezza del posto.
Se siete sull'isola il venerdì non perdetevi l'appuntamento con il Fish Fry a Governor's Harbour, si tratta di una serata in cui viene arrostito pollo e pesce in un grande barbecue e in una piccola capannina in legno si lasciano le ordinazioni e mentre si aspetta il proprio turno ci si gusta un drink guardando le stelle e ascoltando musica. E' una serata proprio caratteristica, in fondo basta davvero poco per rendere speciale un evento.
Ritornando alle spiagge e salendo verso nord non potete perdervi Rainbow Beach, forse la mia preferita, anche se è davvero difficile sceglierne una. Qui troverete anche ombrelloni di paglia e piccoli tavoli in legno, il tutto contornato da palme e acqua cristallina.
Un'attrazione dell'isola è il Glass Window Bridge, il punto più stretto dell'isola, formato da un ponte ad una sola carreggiata che ha da un lato l'Oceano Atlantico e dall'altro il mare dei Caraibi; fermatevi ad ammirare lo spettacolo del netto contrasto del colore delle acque.

Glass Window Bridge 
Un'altra attrazione è l'Ocean Hal, una strana formazione simile ad un cratere a Rock Sound che si dice non abbia fondo. E' una dolina collegata al mare, larga circa 90 m e popolata da tantissime specie di pesci, i nuotatori più coraggiosi possono scendere dalla scaletta e tuffarsi nelle acque, mentre i più timorosi possono semplicemente gettare pezzetti di pane e vedranno affiorare tantissimi pesci.
Dirigendosi ulteriormente a nord, si può prendere un taxi boat per raggiungere Harbour Island ( considerata una delle isole più belle dei Caraibi), una piccola isola con un'affascinante mescolanza di rustico e chic, dove ci si sposta solamente a bordo di golf cart.
Molto celebre è la Pink Sands Beach, una lunghissima distesa di sabbia finissima dalle tonalità rosa per la presenza di coralli polverizzati.

Pink Sands Beach 
Eleuthera è tutto questo e molto altro, io sinceramente ci ho lasciato il cuore... e ora sul mio desktop avrò un'immagine reale al posto di quelle prestabilite, ma di pari bellezza.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

PS: per pernottare potete fermarvi al Rainbow Inn, veramente delizioso o se preferite un appartamento andate da Sammy e da sua moglie Rose al Tropical Dreams Motel Resort e troverete delle persone fantastiche.
PPS: procuratevi sempre qualcosa da mangiare prima di addentrarvi nelle spiagge o fate un'abbondante colazione americana prima di partire.
PPPS: l'isola ha tre aeroporti, sceglietelo in base alla vostra sistemazione o al contrario cercate alloggio in base al vostro aeroporto.

domenica 8 dicembre 2013

Kenya: mare & safari mozzafiato!

Ciao viaggiatori, per il racconto di oggi non basta un weekend  ma occorre una settimana circa, cambieremo continente e vivrete una delle esperienze più belle della vostra vita! Africa stiamo arrivando!!!
Ho volato con la Blu Panorama ed ho raggiunto la mia destinazione: Il Kenya. Questa volta mi sono affidata ad un tour operator, in effetti avventurarsi in Kenya da soli non è proprio consigliabile.
Una volta atterrati, c'era il pulmino del nostro villaggio ad attenderci all'aeroporto, così dopo circa un'ora di cammino siamo arrivati a Watamu dove c'era il villaggio da noi scelto.
La scelta è ricaduta in questa località perchè è una delle migliori, qui si trova la Riserva Marina di Malindi e Watamu.
Dopo tutte le ore di volo non aspettavamo altro che poterci tuffare nel mare cristallino, ma non è stato possibile: non c'era l'acqua! Tranquilli è normale, infatti l'Oceano indiano è soggetto al fenomeno delle maree che si alternano nell'arco della giornata, quindi in certi momenti dovete camminare e camminare per raggiungere l'acqua relativamente alta. Ah, dimenticavo di dire che era febbraio, sono fuggita dal freddo di casa per rifugiarmi in questo paradiso.
La prima cosa dalla quale mettervi in guardia sono i beach boys, dei ragazzi del posto che posteggiano sulla riva e cercano di rifilarvi qualsiasi cosa: tranquilli sono innocui e non vi dovete preoccupare, l'unica cosa è che non dovete assolutamente dirgli il vostro nome o dargli troppa retta, altrimenti vi tormenteranno per tutto il soggiorno e non sarà più una vacanza rilassante. Loro non possono stare sulla spiaggia privata dell'hotel ( dove ci sono i vostri lettini per intenderci), ma possono stare a riva, quindi mettete in conto che appena metterete un piede in acqua, ne avrete almeno tre intorno a voi!
Il primo giorno è trascorso in totale relax e nullafacenza, mare, sole, sport e tanto cibo. Il pomeriggio però abbiamo organizzato nel dettaglio il vero motivo che ci ha fatto scegliere questa destinazione e cioè il safari!
Ed ecco che rientrano in gioco i beach boys: loro vi proporranno diverse escursioni nella zona, io le ho fatte tutte con loro, in fin dei conti il programma è lo stesso che vi offre la struttura, il prezzo è più basso e sicuramente più autentico. Loro vivono di turismo e quindi non hanno nessun vantaggio nel fregare le persone, altrimenti poi non avrebbero di che vivere...magari accordatevi con altre persone della struttura, in modo tale da fare un gruppo numeroso, al posto di 2 o 3 gruppi da due persone.
Io addirittura avevo preso un "pacchetto" che includeva il safari ed il safari blu più una visita a Malindi.
Al mattino la sveglia è suonata di buon ora e appena usciti abbiamo trovato i pulmini ad attenderci fuori dalla nostra struttura: all'alba il nostro pulmino con otto turisti e due beach boys come guide è partito per la sua meravigliosa avventura.
Il tragitto è un pò lunghino e soprattutto non comodo, considerando che si cammina nella savana non si fa altro che sobbalzare a causa delle buche, ma ci si abitua più che velocemente, non si ha tempo per pensare a queste piccolezze perchè lo spettacolo che si aprirà davanti a voi sarà immenso.
Rosso. azzurro e verde, sono questi i colori che la faranno da padrone, il contrasto fra la terra ed il cielo è pazzesco. Ecco che sorpassiamo il cartello dello "Tsavo East National Park", siamo dentro!!!

I colori del safari
Una volta qui, non ci sono più programmi nel senso che si è dentro la vera savana e avvistare qualsiasi animale è solo questione di attenzione e di fortuna!
Le prime sono state delle gazzelle ed io ero veramente emozionata anche se erano poche...ma non sapevo cosa aspettarmi. Quando abbiamo iniziato ad ambientarci un pò e anche la "tensione " è scesa, è stato tutto più semplice.
In piedi nel nostro pulmino ( perchè ha  il tettuccio che si alza, ma non si apre completamente), muniti di binocoli e macchine fotografiche ci siamo calati nella parte ed ecco che vediamo una leonessa e poi un piccolo branco di zebre e uno struzzo che nasconde la testa sotto la terra per la paura. Più ci addentriamo e più la quantità di animali aumenta, così ci dobbiamo fermare per far attraversare la strada ad un gruppo di elefanti con il più piccolino che chiudeva la fila attaccato alla coda della madre; e poi arrivano le scimmie e dopo aver sentito un urlo di gioia di un nostro compagno, ci giriamo e vediamo a mio avviso l'animale più bello ed elegante della savana: la giraffa!
Non vi ho detto che io avevo scelto il safari di due giorni con una notte fuori, così verso l'ora di pranzo abbiamo raggiunto il nostro lodge dove poi abbiamo pranzato ed in seguito trascorso la notte.
Dopo esserci rinfrescati con un bagno in piscina siamo ripartiti per il safari.
Il pomeriggio è trascorso abbastanza bene, anche se non abbiamo avvistato troppi animali. Verso l'ora del tramonto siamo tornati al lodge e ci siamo goduti questo spettacolo della natura: ci siamo accomodati sotto un portico e proprio di fronte a noi avevamo una pozza dove gli animali si vanno ad abbeverare, infatti sono arrivati elefanti e bufali, il tutto in una cornice mozzafiato. Cena e poi a letto in una struttura di mattoni, ma volendo si può pernottare anche in campi tendati... tutto comunque all'interno, immersi nella savana.
L'alba è un altro momento indescrivibile, un mix di colori difficile da spiegare, ma la cosa eccezionale è l'emozione che ti provoca il contesto in generale.
Dopo un'abbondante colazione siamo partiti e devo dire che il secondo giorno è stato molto più fruttifero. abbiamo avvistato diverse giraffe, mandrie di bufali e gruppi di scimmie in mezzo alla strada, qualche struzzo, gazzelle ed un grande branco di zebre.
E così, seppur stremati, alla sera siamo rientrati al villaggio e abbiamo continuato la nostra vacanza "marina".
Il giorno successivo è stato all'insegna del relax alternando camminate sulla spiaggia a bagni.
Lo staff del villaggio organizzava diversi eventi la sera, infatti abbiamo assistito ad uno spettacolo degli acrobati della zona, un'altra sera erano presenti i Masai che vendevano i loro manufatti e un'altra sera siamo proprio usciti e siamo andati in un locale a Malindi e poi al casinò, giusto per vedere altre sfaccettature della zona. Logicamente tutto organizzato, non ci siamo mai mossi da soli.
Il giorno successivo, sempre accompagnati dai nostri amici beach boys abbiamo fatto una piccola escursione con le loro tipiche barchette di legno, che non facevano altro che imbarcare acqua; ma tranquilli, c'era la bassa marea, era tutto sotto controllo! :-) abbiamo potuto ammirare diverse stelle marine, pesci palla e polipi, ma la cosa più strabiliante era il colore del mare, sembrava finto da quanto era bello, calmo, come se fosse una tavolozza color verde acqua.
A me piace "calarmi nella parte", avvicinandomi alla cultura del popolo che mi ospita, così ho deciso di farmi fare le treccine in tutta la testa...a fine vacanza sembravo quasi una del posto!!
Il giorno successivo è arrivato il momento dell'altra escursione compresa nel nostro "pacchetto" e cioè il safari blu.


Siamo saliti in una barca e abbiamo preso il largo e poi siamo scesi in acqua a fare snorkeling, poco dopo abbiamo raggiunto una zona con tante mangrovie, abbiamo ormeggiato la barca e siamo scesi per pranzo. Spettacolo!!! Qui i beach boys insieme a persone del posto ci hanno preparato un pranzo da leccarsi i baffi: riso con polipo e poi aragosta!
Come detto in precedenza il tour prevedeva anche la visita di Malindi, così dopo pranzo ci hanno portato in città e abbiamo fatto un piccolo giro. Qui si notano le vere condizioni in cui vivono gli abitanti del posto. Come sempre "le guide" tendono ad introdurvi nelle botteghe dei loro conoscenti per farvi comperare qualche oggetto di legno o cose del genere. Ultimo giorno di puro relax nelle acque cristalline dell'Oceano Indiano e poi ritorno alla bassissime temperature italiane del mese di febbraio.
Questa è stata la mia settimana keniota, ma so che organizzano altre escursioni, per esempio al canyon del diavolo o ai vari orfanotrofi della zona.
Non potrete non restare  affascinati da questa nazione e forse in qualcuno di voi si farà sentire il famoso mal d'Africa.
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

PS: è consigliabile sottoporsi alla profilassi antimalarica se si va a fare il safari, se si resta in villaggio non serve. poi dipende sempre dal periodo in cui si intraprende il viaggio.
PPS: in valigia mette anche capi di abbigliamento che non indossate più, cancelleria e prodotti per l'igiene della persona da poter lasciare a chi ne ha più bisogno di noi, in fondo fare una buona azione è sempre bello.
PPPS: Kenya= mare + safari, ma secondo me è soprattutto safari, il mare è bello, ma se volete fare solo quello, il mio consiglio è di scegliere un'altra destinazione.

venerdì 6 dicembre 2013

Mercatini di Natale

Quale occasione migliore per respirare l'atmosfera natalizia se non quella dei mercatini di Natale??!!
Cari amici è ora, manca davvero poco, quindi è arrivato il momento degli addobbi e dei regali e se uniamo l'utile al dilettevole non ci resta che andare ad uno dei tanti mercatini natalizi, dove poter trovare tutto quello che ci serve per trascorrere il periodo di feste nel migliore dei modi....e logicamente passare una giornata o due fuori casa.
Di anno in anno questi eventi sono sempre più, occorre solo identificare il mercatino che fa per voi in base alle vostre esigenze.
Molti iniziano a fine novembre/ inizio dicembre e terminano prima di Natale, altri resistono fino all'Epifania.
Meglio entrare nel dettaglio.
A Milano per esempio dal 6 al 8 dicembre si svolge la Fiera degli Obej-Obej in occasione della ricorrenza di S. Ambrogio; questa festa ha un'origine antichissima, risale addirittura al 1300 circa ed è arrivata fino ai giorni nostri. Se volete perdervi quindi fra bancarelle natalizie decorate ed illuminate, dolciumi, caldarroste e vin brulè dovete recarvi al Castello Sforzesco.


Un appuntamento imperdibile è a Napoli, in via San Gregorio Armeno, la via degli artigiani del presepe. Qui potrete trovare le più svariate statuette, dai politici ai personaggi dello spettacolo fino ai personaggi sportivi. Ogni anno infatti cambiano, o meglio aumentano, con il personaggio in voga del momento. Se quest'anno volete fare un presepe non proprio tradizionale dovete fare una tappa qui!
Più suggestivi dal mio punto di vista sono quelli in Alto Adige, sempre senza togliere niente agli altri.
Bolzano, Brunico, Bressanone, Vipiteno e Merano infatti, a ridosso del Natale si trasformano completamente con i tradizionali mercatini.
La tradizione che si riprende generalmente è quella del Christkindlmarkt le cui origini in Germania risalgono addirittura al XIV secolo con i cosiddetti " Mercatini di San Nicola", meglio conosciuto come Santa Klaus e che inizialmente erano l'unica occasione dell'anno per acquistare gli addobbi natalizi.
I mercatini di Natale non sono solo questi, ma ogni città, anzi ogni paese, anche quello più piccolo, si organizza per celebrare questa tradizione.
Per raggiungere queste mete ci si può spostare autonomamente con i propri mezzi, ma generalmente tutte le agenzie di viaggio organizzano escursioni in giornata o di due giorni...provate ad informarvi nella vostra città
Quindi non mi resta che augurarvi una buona permanenza fra casette di legno, addobbi e squisitezze gastronomiche.... e se per caso incontrate Babbo Natale salutatelo da parte mia! :-)
Al prossimo viaggio,
Viaggiatrice seriale.

PS: queste sono le località italiane, ma anche all'estero c'è l'imbarazzo della scelta: Innsbruck, Praga, Salisburgo, Colmar, Malmo, ecc. offrono meravigliosi mercatini natalizi.